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L'esperto risponde

L'esperto risponde
Che cosa è la clorazione?

L'ipoclorito di sodio universalmente noto come Cloro ha in realtà una storia molto lunga perché la scoperta delle sue proprietà caratteristiche e prima utilizzazione  viene collocata attorno al 1785 quando il chimico francese Berthollet riuscì a sviluppare agenti di candeggiamento liquidi basati sull'utilizzo di ipoclorito del sodio. In Francia la prima azienda introdusse e commercializzò questo prodotto fu la Javel e da qui il suo nome in francese che tutt’ora viene definito come  'Eau de Javel'. L’ipoclorito di sodio inizialmente fu utilizzato esclusivamente per candeggiare il cotone, ma quando si evidenziarono le sue caratteristiche disinfettanti fu rapidamente utilizzato nella potabilizzazione delle acque.

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Cosa si intende per osmosi inversa?

Nel campo del trattamento dell’acqua sia industriale che domestico i sistemi che utilizzano il principio dell’ Osmosi Inversa per ottenere il loro scopo sono ormai diffusi in tutto il mondo, anche se tecnicamente non rappresenta e non è la scelta definitiva per la rimozione di qualunque contaminante, ma in realtà è il metodo più economico, pratico e sicuro per rimuovere il 95-99% di tutti i contaminanti presenti nell'acqua. Infatti, le membrane RO sono in grado di rimuovere tutte le particelle, i microrganismi e gli organici con peso molecolare maggiore di 100 dalton (incluso i pirogeni) con un meccanismo tipo setaccio molecolare. Le molteplici esperienze effettuate in campo su diverse applicazioni definiscono il principio affidabile e certo mentre il funzionamento di questi impianti è prevedibile e sicuro supportato da sistemi di calcolo elettronico che consentono di definire ogni parametro funzionale già in fase di studio del prodotto. Esistono diversi tipi di filtrazione tangenziale su membrana ma limiteremo in questo articolo all’esame delle sole membrane di nostro specifico interesse funzionati secondo il principio dell’osmosi inversa, considerando che in ogni caso le altre si differenziano per le diverse dimensioni dei pori e nelle caratteristiche del materiale, per esempio nelle membrane dell’osmosi inversa i pori sono i più piccoli. Per capire meglio le proporzioni si può immaginare che se ingrandissimo la superficie di un m2 di membrana quanto l’intero Oceano Pacifico, i pori dell’osmosi inversa sarebbero paragonabili a una piccola moneta, mentre quelli della nanofiltrazione ad un tappo di bottiglia e quelli dell’ultrafiltrazione ad un compact disc, quindi varia le dimensioni del setaccio molecolare.