Che cosa è l’elettrolisi e a cosa serve?

Domanda:

Che cosa è l’elettrolisi e a cosa serve?

Risposta:

Nel settore del trattamento acque alcuni venditori di impianti ad osmosi inversa utilizzano il test dell’elettrolisi. Viene utilizzato un precipitatore elettrolitico (come quello in figura) formato da due coppie di elettrodi, che consentono di effettuare in contemporanea un test comparativo su due differenti acque. Gli elettrodi di ciascuna coppia sono uno in ferro e l’altro di un altro metallo.

Durante il test gli elettrodi vengono immersi in due piccoli becker contenenti due differenti acque, una osmotizzata e l’altra una normalissima acqua di rubinetto; quando si attiva il dispositivo e si fa passare la corrente gli effetti nei due bicchierini sono assai diversi: l’acqua osmotizzata rimane praticamente inalterata mentre quella del rubinetto cambia velocemente colore (dal rossastro al marrone), si scalda e si genera residui che vanno a depositarsi sul fondo.

Cosa è successo? Semplice, facendo passare la corrente elettrica attraverso l’acqua del rubinetto i sali in essa disciolti permettono l’ossidazione dell’anodo in ferro, che rilascia appunto gli idrossidi insolubili responsabili della colorazione dell’acqua; con l’acqua osmotizzata invece, avendo una conducibilità elettrica bassissima, nulla di tutto ciò avviene.

In cosa consiste la truffa? Nel dire che le sostanze colorate e i residui derivano dalle sostanze nocive presenti nell’acqua del rubinetto.

Che tale esperimento sia una truffa è facilmente dimostrabile, attraverso almeno un paio di controprove per evidenziare che lo sporco che appare non è correlato alla presenza di inquinanti nell’acqua del rubinetto, infatti:

  1. sostituendo l’elettrodo in ferro con uno di un materiale diverso non si osserva mai la formazione di alcun deposito colorato, con nessun tipo di acqua;
  2. se all’acqua osmotizzata (purissima) viene aggiunto un poco di cloruro di sodio (sale da cucina), non c’è nessun apporto di inquinanti ma la comparsa del colore e dei residui avviene comunque in maniera evidente, a causa del forte aumento della conducibilità elettrica.

Nell’articolo "Depuratori d'acqua domestici: la truffa dell'elettrolisi", pubblicato più di dieci anni fa sulla rivista Ingegneria Ambientale N.9/2007 (per scaricare il PDF http://www.giorgiotemporelli.it/node/209), avevo ampiamente descritto e denunciato questa tecnica fraudolenta di vendita.

Successivamente anche importanti trasmissioni nazionali quali “Striscia la notizia” e “Le iene” si erano occupate di questo fenomeno eppure, nonostante ciò, ancora oggi c’è chi va in casa delle persone a proporre gli impianti ad osmosi inversa con il test dell’elettrolisi.

Attenzione però a non confondere l’utilità degli impianti ad osmosi inversa con questa tecnica di vendita fraudolenta. 
L’osmosi inversa è una tecnologia di validità riconosciuta, addirittura indispensabile per la rimozione di alcuni inquinanti o per ridurre la salinità totale dell’acqua; altra cosa è proporre la vendita “emozionale”, impressionando il potenziale acquirente con affermazioni false. In questo consiste la truffa, un approccio scorretto che deve essere assolutamente evitato e contrastato da chi intende operare seriamente nel settore B2C del mondo del trattamento dell’acqua.

Dott. Giorgio Temporelli