Erogatori d’acqua e carica batterica: che fare?

Domanda:

Mi viene segnalata la presenza di carica batterica su distributori d’acqua installati all’interno di un’azienda, chiedo cortesemente un suggerimento per rispondere al cliente nella maniera più corretta e intervenire efficacemente. Faccio presente che gli apparecchi erano prossimi all’intervento semestrale programmato di sanificazione e che dal rapporto di analisi risulta solo carica batterica a 22 e 37°C.

Risposta:
 
Se l’analisi di un’acqua erogata da un sistema di trattamento mostra la presenza di carica batterica, per una corretta interpretazione qualitativa e quantitativa del problema è fondamentale disporre dell’analisi al punto di ingresso e al punto di erogazione.
Nel caso specifico l’analisi mostra la presenza di carica batterica a 22°C e a 37°C, sia nell’acqua di alimentazione (poche unità) sia in quella erogata dall’impianto, mentre risulta nulla la presenza di enterobatteri.
Per la verifica della salubrità microbiologica dell’acqua potabile, il DLgs 31/01 impone il controllo dei parametri Escherichia coli ed Enterococchi, il cui valore deve essere di 0 in un campione di 100 ml. Altre ricerche, economiche e di semplice esecuzione, sono la Conta delle colonie a 22°C e di altri Batteri coliformi a 37°C, che non hanno significato sanitario, né valore per inficiare l’idoneità all’uso potabile, tuttavia l’eventuale ritrovamento di alti valori di tali parametri è indicativo della necessità di una sanitizzazione dell’impianto.
Il DLgs 31/01 non fissa infatti alcun limite alla presenza di questo tipo di carica batterica, e la variazione da poche unità in ingresso a qualche migliaio in uscita è da ritenersi del tutto normale dopo un esercizio di qualche mese dell’impianto.
Per mantenere a valori più contenuti la carica batterica in uscita il consiglio è quello di aumentare la frequenza delle sanitizzazioni dell’impianto di erogazione dell’acqua, passando per esempio da 2 a 3 oppure 4 interventi l’anno, prevedendone una prima del caldo estivo.
 
a cura del Dott. Giorgio Temporelli