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Gli addolcitori Danilo Turola (FILTRA)

L'acqua pura in natura non esiste, tutte le acque che solitamente utilizziamo contengono infatti grandi quantità di sali disciolti e fra questi i più conosciuti e temuti sono i bicarbonati, i solfati ed i cloruri di calcio e magnesio che insieme determinano la durezza dell'acqua.

Questi sali, in particolare i bicarbonati, se sottoposti a riscaldamento possono precipitare in quelle che sono normalmente conosciute come incrostazioni di calcare.

Sono noti a tutti i danni derivanti da queste incrostazioni ad elettrodomestici ed impianti idraulici ed il conseguente aumento nei consumi di energia elettrica e gas.

L'acqua dura inoltre macchia e rovina le superfici cromate, logora le rubinetterie incrosta tubazioni, boilers ed elettrodomestici, infeltrisce e logora la biancheria e, come se non bastasse aumenta lo spreco di saponi e detersivi contribuendo, attraverso gli scarichi ad inquinare l'ambiente.

 

 

Lo scambio ionico è una particolare tecnica di trattamento che prevede uno scambio di sostanze tra l’acqua ed un materiale chiamato resina.

Il processo dell'ADDOLCIMENTO mediante resine a scambio ionico è conosciuto ed utilizzato già dalla seconda metà del secolo scorso.

In questo processo gli ioni di calcio e magnesio che compongono i sali responsabili della durezza, sono sostituiti da ioni di sodio. Quest’ultimo infatti non precipita come carbonato e non crea quindi problemi di incrostazioni calcaree.

Quando la resina esaurisce la scorta di ioni di sodio deve essere rigenerata. Il processo di rigenerazione avviene mettendo a contatto la resina con una soluzione rigenerante ricca di cloruro di sodio.

 

Come è fatto un Addolcitore?

L'addolcitore è composto da tre parti principali: Bombola con resina, Tino Salamoia e Valvola programmatrice.

La bombola è l'involucro che contiene le resine scambiatrici di ioni, la dimensione della bombola è strettamente legata al quantitativo di acqua da trattare e alla durezza.

Il tino salamoia è il contenitore dove viene stoccato il cloruro di sodio che sciogliendosi forma la soluzione rigenerante.

La valvola programmatrice è il sistema che consente di automatizzare il processo di rigenerazione della resina ad intervalli di tempo o di volume di acqua stabiliti.

 

Se è vero che dagli anni ‘60 ad oggi poco o nulla è cambiato nel processo di addolcimento mediante resine a scambio ionico, lo stesso non si può dire per quanto riguarda le valvole programmatrici degli addolcitori ed i sistemi che oggi vengono utilizzati per migliorare il rendimento di queste macchine.

 

Gli addolcitori volumetrici sono dotati di un sistema che, mediante una turbina posta all'uscita dell'impianto, monitora continuamente il consumo di acqua consentendo di ottimizzare gli intervalli di rigenerazione ottenendo così un risparmio di rigenerante e di acqua.

Fino alla fine del secolo scorso questi sistemi erano prettamente meccanici ma con la diffusione dell'elettronica e dei microprocessori si è fatto strada il concetto del volume statistico che consente all'addolcitore di elaborare le medie di consumo dell'ultimo periodo e di ottimizzare ulteriormente la frequenza delle rigenerazioni.

L'impronta ecologica che si sta diffondendo sempre più nelle nostre abitudini quotidiane si riflette nel campo dell'addolcimento con l'esigenza di diminuire sempre più l'utilizzo di cloruro di sodio per la rigenerazione delle resine ed il consumo di acqua necessario per effettuare questa rigenerazione.

L'ultima frontiera nell'evoluzione degli addolcitori è quella di sfruttare sempre più il concetto della rigenerazione proporzionale in controcorrente che a detta di alcuni costruttori consentirebbe di ridurre di oltre il 50% il consumo di sale ed acqua.

Le scuole di pensiero sulla convenienza o meno di questi addolcitori di ultima generazione sono innumerevoli e non è certo nostra intenzione smentirne alcune a favore di altre, quello che è sicuramente certo è che l'addolcimento mediante resine a scambio ionico con impianto di vecchia o nuova concezione, è ad oggi ancora il sistema più diffuso e conveniente per ridurre la durezza dell'acqua nelle nostre abitazioni con tutti i benefici che questo comporta in termini di risparmio energetico e di inquinamento.